Un tatuaggio non è un disegno.
È un momento che non voleva andarsene.
Ci si tatua per ricordare, per superare, per promettere a se stessi di non tornare indietro. Ogni segno sulla pelle è una frase non detta, una ferita guarita, una persona amata, una rinascita silenziosa.
Nuovi inizi, fine di un dolore, il coraggio di ripartire.
Un nome, una data, un simbolo che non ha bisogno di spiegazioni.
Un segno per chi non c’è più ma continua a camminare con noi.
Frasi brevi, parole chiave, simboli di resistenza.
Linee essenziali, simboli universali, disegni che parlano anche senza essere spiegati.
Se un’idea resta dopo mesi, allora è vera.
Il disegno viene dopo. Il senso viene prima.
Non deve piacere a nessuno, tranne a chi lo porta.
Ti aiuta solo a capire perché.